OGGI UN POST SERIO:
SULLA FRAGILITA' DELL'AMORE E DELLA NATURA UMANA
(basta contrapporre il tema della violenza sulle donne per contrastare lo stucchevole vuoto della festa degli innamorati?)
Guardami, uomo. Sono io. Guardami. Non ho armi nelle mani. Alza gli occhi e fammi vedere cosa c'è dentro. Credevo di conoscerti.
Guarda le mie braccia. Sono come le tue. Sono fatte per contenere e sollevare, come le tue. Sono fatte per abbracciare.
Vieni qui. Abbracciami. Perché il male che mi fai è un tuo vuoto, un tuo dolore, che ti chiede conto, ogni giorno.
Anch'io ho qualcosa che mi chiede conto. Come te.
Anch'io vago su questa terra in cerca di felicità. Come te.
Crediamo di tratto in tratto di averla scorta e la rincorriamo. Ma spesso ci delude e il buco resta lì.
Ci chiama. Come un uccellino nel nido, che spalanca il becco e reclama cibo, cibo!, qualcosa che lo riempia.
Siamo uguali. Diversi ma uguali.
Guardami. Non si riempirà quel buco se mi fai del male, diventerà sempre più grande, un mostro che non saprai placare. Guardalo, quel buco.
Vieni qui. Abbracciami.
Siamo due migranti in cerca della terra promessa, ma non è qui. Non la troveremo insieme. Lasciamoci andare. Non potrò riempire il tuo buco e tu non potrai riempire il mio.
Ma tu guardalo e forse la prossima volta non ti prenderà la mano.
Anch'io lo guarderò, e forse la prossima volta non mi farò prendere la mano.
E che il nostro errare un giorno si plachi e porti guarigione...
Molto bello
RispondiEliminaÈ vero; la violenza e la prevaricazione nascono dal vuoto. Se tutti lo riempissimo con l'amore non ci sarebbe più dolire e morte. Ma questi sono argomenti troppo seri...
Grazie, Dolcezze. Sarebbe bello ma è impossibile. Però almeno possiamo dircelo...
RispondiEliminaUn abbraccio!
Ciao,piacere,grazie di essere passata al mio blog di Natale!In bocca al lupo per il tuo blog!Rosetta
RispondiEliminaGrazie a te! Allora a presto!
EliminaFelice domenica,
susanna