MISSING
Lo sapevo: è bastato che scendessi dal letto e cominciassi a zampettare con le stampelle perché i miei Cari mi dessero per guarita e operativa al 100 %.
Ecco il perché della mia sparizione di questi giorni: sono stata travolta da una richiesta abnorme di normalità che non mi aspettavo e che mi ha un po' destabilizzata. Insomma, direte, quanto se la mena questa qui…
Ebbene forse è vero, ma davvero mi aspettavo un po' più di collaborazione in virtù del mio sofferto deambulare.
Ma una cosa l'ho ottenuta: non sono più io a portare giù le immondizie fino in fondo alle scale.
Lo so, è il minimo sindacale… ma sono abituata ad accontentarmi…
Comunque per farla breve un bel giorno ho cominciato a salire di sopra piano piano dalla scala esterna (quella interna dovevano montarla oggi ma… indovinate?) e così mi sono ritrovata nella mia irriconoscibile cucina, dove erano affastellati piatti sul lavello e immondizie sotto il lavello, briciole secche di qualche settimana, palline scure che, non ho indagato, ma dall'aspetto potevano essere deiezioni topesche, e basta così.
Ma no, lo so che sono stati bravi! Non è facile all'improvviso trovarsi a gestire una intera casa con pasti e pulizie e tutto ciò che serve, lo so!
Lo dico sottovoce, ma sono contenta di aver ripreso possesso della mia cucina...
Ed ora, miei prodi, avanti tutta!!!
Diario di una sventurata caduta dalla scala
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lunedì 30 marzo 2015
domenica 8 marzo 2015
F.I.D.D. (Federazione Italiana Del Domino? No: Festa Internazionale Della Donna)
Di brutto: stamattina ho sentito alla radio una stimata giornalista (stimata sul serio) porre una domanda in finale di trasmissione, come a lasciare aperta una speranza per il futuro e per le nuove generazioni.
La domanda più o meno faceva così: -Possiamo pensare un giorno a una imam donna?-
Lei l'ha sicuramente detta meglio, ma non ho potuto fare a meno di assistere alla caduta libera delle mie braccia per terra, e per fortuna ero seduta su una sedia e non si sono fatte tanto male!
Ma come?!?! Abbiamo bisogno di fare la papessa o la imama per dire che abbiamo raggiunto la parità dei diritti?
Ma no ragazze, donne, sorelle! Non ci siamo! La parità dei diritti è un obiettivo lodevole e necessario ma non passa certo per la possibilità di fare il Papa o anche solo il prete!
Siamo sicuri che stiamo andando nella direzione giusta? Che parità significa che possiamo fare gli addii al nubilato con gli spogliarellisti, come i rappresentanti più beceri del genere maschile?
Per favore, sorelle, donne, ragazze! Non facciamoci abbindolare con questi pseudo-obiettivi di parità che non tengono conto di chi siamo, delle nostre peculiarità e delle nostre differenze!
Differenze, sì, non abbiamo paura di questa parola! No: tutti uguali, tutti integrati, tutti inclusi, nessuna differenza! Siamo sicuri che non sia proprio questa la strada verso l'Oceania di Orwell?
Sto esagerando? Mah, può darsi... speriamo!
Come? Gli uomini che si depilano? Di questo parliamo un'altra volta...
Di brutto: stamattina ho sentito alla radio una stimata giornalista (stimata sul serio) porre una domanda in finale di trasmissione, come a lasciare aperta una speranza per il futuro e per le nuove generazioni.
La domanda più o meno faceva così: -Possiamo pensare un giorno a una imam donna?-
Lei l'ha sicuramente detta meglio, ma non ho potuto fare a meno di assistere alla caduta libera delle mie braccia per terra, e per fortuna ero seduta su una sedia e non si sono fatte tanto male!
Ma come?!?! Abbiamo bisogno di fare la papessa o la imama per dire che abbiamo raggiunto la parità dei diritti?
Ma no ragazze, donne, sorelle! Non ci siamo! La parità dei diritti è un obiettivo lodevole e necessario ma non passa certo per la possibilità di fare il Papa o anche solo il prete!
Siamo sicuri che stiamo andando nella direzione giusta? Che parità significa che possiamo fare gli addii al nubilato con gli spogliarellisti, come i rappresentanti più beceri del genere maschile?
Per favore, sorelle, donne, ragazze! Non facciamoci abbindolare con questi pseudo-obiettivi di parità che non tengono conto di chi siamo, delle nostre peculiarità e delle nostre differenze!
Differenze, sì, non abbiamo paura di questa parola! No: tutti uguali, tutti integrati, tutti inclusi, nessuna differenza! Siamo sicuri che non sia proprio questa la strada verso l'Oceania di Orwell?
Sto esagerando? Mah, può darsi... speriamo!
Come? Gli uomini che si depilano? Di questo parliamo un'altra volta...
venerdì 27 febbraio 2015
TRASFERTA... E RINGRAZIAMENTI!
Ho deciso: oggi vado in trasferta.
Poiché sono convalescente ma non ho più il gesso, la postazione letto non la sento più consona alla nuova condizione, così ho pensato: "Torno da mia madre!", dove almeno non ci sono scale.
La signora ucraina non so se sarà contenta perché vedrà raddoppiare il volume delle persone di cui prendersi cura, ma in realtà sono abituata, come ormai sapete, a un trattamento molto spartano.
Se mi daranno due pasti caldi al giorno e un giaciglio su cui posare il capo, mi basterà.
Ripensandoci, secondo me la signora ucraina, che chiamerò Eugenia (anche perché si chiama così), sarà molto contenta perché ha un'invincibile pulsione al rimpinzamento altrui.
Ogni volta che vado a mangiare da loro mi sbatte nel piatto una quantità di cibo adatta ad un conducente di slitta siberiano a -32 gradi, dicendo che noooo, non è troppo, mangi bene, mangi tutto!
Fortunatamente cucina bene, ha imparato tutti i piatti italiani e alle feste si cimenta con i dolci tradizionali che a volte risultano una rivisitazione creativa degli stessi, ma pur sempre apprezzabili.
Devo ammettere che sono quella che le dà più soddisfazione... (magno tutto!!!)
... E ORA RINGRAZIAMENTI!!!
Prima di partire - ehi, sto via solo due-tre giorni, intendiamoci! - desidero FESTEGGIARE....
IL PRIMO MESIVERSARIO DEL BLOG!!!
Come i morosetti che festeggiano i mesiversari invece che gli anniversari, anch'io mi sento giovane ed entusiasta e voglio festeggiare il mio primo mese di blog.
Per festeggiare ringrazio due persone in particolare:
IL MIO PRIMO FOLLOWER MARCO!!! (Yeeee! Wow! Yuhuuu! - urla di entusiasmo della folla (io e Cane))
LA MIA TUTOR VIRTUALE MARIAIDA!!! (Yuhuuu! Wow! Yeeee! - qui alle urla di entusiasmo si aggiunge l'abbaiare del suo cane) che ha un bellissimo blog di cose più serie... (lo trovate nei miei blog)
Che dire...? Mah... "Cento di questi giorni" tutto sommato è un evergreen. E allora...
CENTO DI QUESTI GIORNI A TUTTI!!!!
Ho deciso: oggi vado in trasferta.
Poiché sono convalescente ma non ho più il gesso, la postazione letto non la sento più consona alla nuova condizione, così ho pensato: "Torno da mia madre!", dove almeno non ci sono scale.
La signora ucraina non so se sarà contenta perché vedrà raddoppiare il volume delle persone di cui prendersi cura, ma in realtà sono abituata, come ormai sapete, a un trattamento molto spartano.
Se mi daranno due pasti caldi al giorno e un giaciglio su cui posare il capo, mi basterà.
Ripensandoci, secondo me la signora ucraina, che chiamerò Eugenia (anche perché si chiama così), sarà molto contenta perché ha un'invincibile pulsione al rimpinzamento altrui.
Ogni volta che vado a mangiare da loro mi sbatte nel piatto una quantità di cibo adatta ad un conducente di slitta siberiano a -32 gradi, dicendo che noooo, non è troppo, mangi bene, mangi tutto!
Fortunatamente cucina bene, ha imparato tutti i piatti italiani e alle feste si cimenta con i dolci tradizionali che a volte risultano una rivisitazione creativa degli stessi, ma pur sempre apprezzabili.
Devo ammettere che sono quella che le dà più soddisfazione... (magno tutto!!!)
... E ORA RINGRAZIAMENTI!!!
Prima di partire - ehi, sto via solo due-tre giorni, intendiamoci! - desidero FESTEGGIARE....
IL PRIMO MESIVERSARIO DEL BLOG!!!
Come i morosetti che festeggiano i mesiversari invece che gli anniversari, anch'io mi sento giovane ed entusiasta e voglio festeggiare il mio primo mese di blog.
Per festeggiare ringrazio due persone in particolare:
IL MIO PRIMO FOLLOWER MARCO!!! (Yeeee! Wow! Yuhuuu! - urla di entusiasmo della folla (io e Cane))
LA MIA TUTOR VIRTUALE MARIAIDA!!! (Yuhuuu! Wow! Yeeee! - qui alle urla di entusiasmo si aggiunge l'abbaiare del suo cane) che ha un bellissimo blog di cose più serie... (lo trovate nei miei blog)
Che dire...? Mah... "Cento di questi giorni" tutto sommato è un evergreen. E allora...
CENTO DI QUESTI GIORNI A TUTTI!!!!
martedì 24 febbraio 2015
E' D'UOPO
Bene, è d'uopo a questo punto presentare più diffusamente, corredando di fotografie, colui che mi è stato vicino in questo mese e rotti di immobilità.
Colui che mi ha accompagnata e mi ha sostenuta, ha ascoltato pazientemente le mie (per la verità modestamente scarse) lamentele, mi ha rivolto il suo sguardo amorevole ogni sera e ogni mattina, mi ha consolata e compresa e mi ha fatta sentire amata.
Cos'avete capito?!
Macché, non mio marito!!!
Il mio cane!!! (altrimenti chiamato Cane)
| Zzzzzzzz... |
| Eeeeeh? |
| Oh, no, ha voglia di giocare...! |
| Vabbè, dai, giochiamo... |
giovedì 19 febbraio 2015
LA DOMANDA E': COS'E' CAMBIATO?
No perché oggi era il grande giorno, il giorno paventato della rimozione del mio
B ENESTANTE (nel senso che mi STAVA BENE)
O MAGGIATO (dalle firme di molti amici)
Z OTICO (in fin dei conti, era disdicevole che si facesse vedere così senza calza)
Z OZZONE (non si può negare: un mese all'asciutto!)
O VALOIDE (non proprio ovale, ma quelle forme arrotondate...)
L USSUOSO (insomma, alla fine faceva la sua porca figura)
O RMAI NON C'E' PIU' MA MI MANCA GIA'
ovverosia il mio adorato bozzolo, come la coperta di Linus, una sicurezza, una protezione contro le intemperie della vita, una boa, un faro, un salvagente, un'ancora, insomma! una noia mortale questa lagna!
Dunque i fatti sono questi: oggi sono andata all'ospedale e un'impietosa infermiera ha segato in due il bozzolo con una sega elettrica. Veramente! Piccolina, ma ogni tanto sentivo il solletico...
Comunque è stata brava, tutto è andato bene, e sono tornata a casa col mio piede nudo e crudo.
La domanda a questo punto è:
COS'E' CAMBIATO?
Sono seduta sul letto, mi hanno portato la cena (sulla quale soprassiedo. Però sana, eh!), domani sarò ancora qui, non potrò appoggiare per almeno dieci giorni, perciò stampelle, e zampettare su un piede solo, ed elemosinare cibo e attenzione, e guardare dalla finestra sempre quel pezzetto di cielo che diventa sempre più luminoso man mano che si avvicina primavera, eccetera eccetera.
Perciò ribadisco, la domanda è:
COS'E' CAMBIATO?
Ma come, è ovvio! Posso mettere due calzini uguali!
No perché oggi era il grande giorno, il giorno paventato della rimozione del mio
B ENESTANTE (nel senso che mi STAVA BENE)
O MAGGIATO (dalle firme di molti amici)
Z OTICO (in fin dei conti, era disdicevole che si facesse vedere così senza calza)
Z OZZONE (non si può negare: un mese all'asciutto!)
O VALOIDE (non proprio ovale, ma quelle forme arrotondate...)
L USSUOSO (insomma, alla fine faceva la sua porca figura)
O RMAI NON C'E' PIU' MA MI MANCA GIA'
ovverosia il mio adorato bozzolo, come la coperta di Linus, una sicurezza, una protezione contro le intemperie della vita, una boa, un faro, un salvagente, un'ancora, insomma! una noia mortale questa lagna!
Dunque i fatti sono questi: oggi sono andata all'ospedale e un'impietosa infermiera ha segato in due il bozzolo con una sega elettrica. Veramente! Piccolina, ma ogni tanto sentivo il solletico...
Comunque è stata brava, tutto è andato bene, e sono tornata a casa col mio piede nudo e crudo.
La domanda a questo punto è:
COS'E' CAMBIATO?
Sono seduta sul letto, mi hanno portato la cena (sulla quale soprassiedo. Però sana, eh!), domani sarò ancora qui, non potrò appoggiare per almeno dieci giorni, perciò stampelle, e zampettare su un piede solo, ed elemosinare cibo e attenzione, e guardare dalla finestra sempre quel pezzetto di cielo che diventa sempre più luminoso man mano che si avvicina primavera, eccetera eccetera.
Perciò ribadisco, la domanda è:
COS'E' CAMBIATO?
Ma come, è ovvio! Posso mettere due calzini uguali!
mercoledì 18 febbraio 2015
DOPO LA BALDORIA!!!
Non so però se ce la faccio neanche oggi. No, dico, a scrivere.
Perché ieri, ultimo giorno di carnevale, non ho proprio avuto tempo:
TROPPA GENTE!
TROPPA FESTA!!
TROPPO DIVERTIMENTO!!!
Ah, cari miei, che festa, che risa, che frizzi e che lazzi!
Le luci brillavano nei saloni e vassoi colmi di delizie circolavano fra gli invitati.
Ah, le luci che brillavano!
Ah, i vassoi che circolavano!
Ah, le delizie che si assaporavano!
Non so descrivere... non ho parole...
e allora carico una foto del mio
SPUMEGGIANTE FESTEGGIAMENTO...!!!
P.S.: Si sente che sto leggendo "Il grande Gatsby?"
sabato 14 febbraio 2015
OGGI UN POST SERIO:
SULLA FRAGILITA' DELL'AMORE E DELLA NATURA UMANA
(basta contrapporre il tema della violenza sulle donne per contrastare lo stucchevole vuoto della festa degli innamorati?)
Guardami, uomo. Sono io. Guardami. Non ho armi nelle mani. Alza gli occhi e fammi vedere cosa c'è dentro. Credevo di conoscerti.
Guarda le mie braccia. Sono come le tue. Sono fatte per contenere e sollevare, come le tue. Sono fatte per abbracciare.
Vieni qui. Abbracciami. Perché il male che mi fai è un tuo vuoto, un tuo dolore, che ti chiede conto, ogni giorno.
Anch'io ho qualcosa che mi chiede conto. Come te.
Anch'io vago su questa terra in cerca di felicità. Come te.
Crediamo di tratto in tratto di averla scorta e la rincorriamo. Ma spesso ci delude e il buco resta lì.
Ci chiama. Come un uccellino nel nido, che spalanca il becco e reclama cibo, cibo!, qualcosa che lo riempia.
Siamo uguali. Diversi ma uguali.
Guardami. Non si riempirà quel buco se mi fai del male, diventerà sempre più grande, un mostro che non saprai placare. Guardalo, quel buco.
Vieni qui. Abbracciami.
Siamo due migranti in cerca della terra promessa, ma non è qui. Non la troveremo insieme. Lasciamoci andare. Non potrò riempire il tuo buco e tu non potrai riempire il mio.
Ma tu guardalo e forse la prossima volta non ti prenderà la mano.
Anch'io lo guarderò, e forse la prossima volta non mi farò prendere la mano.
E che il nostro errare un giorno si plachi e porti guarigione...
SULLA FRAGILITA' DELL'AMORE E DELLA NATURA UMANA
(basta contrapporre il tema della violenza sulle donne per contrastare lo stucchevole vuoto della festa degli innamorati?)
Guardami, uomo. Sono io. Guardami. Non ho armi nelle mani. Alza gli occhi e fammi vedere cosa c'è dentro. Credevo di conoscerti.
Guarda le mie braccia. Sono come le tue. Sono fatte per contenere e sollevare, come le tue. Sono fatte per abbracciare.
Vieni qui. Abbracciami. Perché il male che mi fai è un tuo vuoto, un tuo dolore, che ti chiede conto, ogni giorno.
Anch'io ho qualcosa che mi chiede conto. Come te.
Anch'io vago su questa terra in cerca di felicità. Come te.
Crediamo di tratto in tratto di averla scorta e la rincorriamo. Ma spesso ci delude e il buco resta lì.
Ci chiama. Come un uccellino nel nido, che spalanca il becco e reclama cibo, cibo!, qualcosa che lo riempia.
Siamo uguali. Diversi ma uguali.
Guardami. Non si riempirà quel buco se mi fai del male, diventerà sempre più grande, un mostro che non saprai placare. Guardalo, quel buco.
Vieni qui. Abbracciami.
Siamo due migranti in cerca della terra promessa, ma non è qui. Non la troveremo insieme. Lasciamoci andare. Non potrò riempire il tuo buco e tu non potrai riempire il mio.
Ma tu guardalo e forse la prossima volta non ti prenderà la mano.
Anch'io lo guarderò, e forse la prossima volta non mi farò prendere la mano.
E che il nostro errare un giorno si plachi e porti guarigione...
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