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domenica 8 marzo 2015

F.I.D.D. (Federazione Italiana Del Domino? No: Festa Internazionale Della Donna)

Di brutto: stamattina ho sentito alla radio una stimata giornalista (stimata sul serio) porre una domanda in finale di trasmissione, come a lasciare aperta una speranza per il futuro e per le nuove generazioni.
La domanda più o meno faceva così: -Possiamo pensare un giorno a una imam donna?-
Lei l'ha sicuramente detta meglio, ma non ho potuto fare a meno di assistere alla caduta libera delle mie braccia per terra, e per fortuna ero seduta su una sedia e non si sono fatte tanto male!
Ma come?!?! Abbiamo bisogno di fare la papessa o la imama per dire che abbiamo raggiunto la parità dei diritti?
Ma no ragazze, donne, sorelle! Non ci siamo! La parità dei diritti è un obiettivo lodevole e necessario ma non passa certo per la possibilità di fare il Papa o anche solo il prete!
Siamo sicuri che stiamo andando nella direzione giusta? Che parità significa che possiamo fare gli addii al nubilato con gli spogliarellisti, come i rappresentanti più beceri del genere maschile?
Per favore, sorelle, donne, ragazze! Non facciamoci abbindolare con questi pseudo-obiettivi di parità che non tengono conto di chi siamo, delle nostre peculiarità e delle nostre differenze!
Differenze, sì, non  abbiamo paura di questa parola! No: tutti uguali, tutti integrati, tutti inclusi, nessuna differenza! Siamo sicuri che non sia proprio questa la strada verso l'Oceania di Orwell?
Sto esagerando? Mah, può darsi... speriamo!
Come? Gli uomini che si depilano? Di questo parliamo un'altra volta...

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